Le porte della “conoscenza”

C’era una volta Internet, un mondo virtuale di siti Web statici da esplorare, navigare (come ci insegna il gergo). Un mondo aperto a tutti, ininterrottamente, dai contenuti infiniti e, talvolta, inimmaginabili. Tutte le informazioni e tutte le risposte alle nostre domande a portata di un clic, come anche la spedizione e la ricezione di una missiva (sempre elettronica) magari urgente. Questo mondo ha fatto sì che il computer diventasse parte integrante della nostra vita. Ci siamo ritrovati ore ed ore (rigorosamente extra lavorative) a viaggiare “virtualmente” per il mondo e oltre, saldamente incollati alle scrivanie e al chiuso delle nostre quattro mura. Abbiamo anche riscoperto il gusto di inviare messaggi, più o meno articolati: mantenere i contatti con gli “altri” non era mai stato così semplice. Questo mondo così immediato, così popolato, ricco e inesauribile, dove l’unica barriera sembrava essere lo schermo del computer, ci ha letteralmente conquistati. Abbiamo abboccato all’amo delle meraviglie della rete e, da qui, il passo al rimanerci impigliati è stato breve.

(immagine presa da http://www.imagezoo.com)

Il mondo di Internet si evolveva sì come tutti gli altri mondi, ma molto più velocemente. Così, un bel giorno ci siamo svegliati nell’era del 2.0. La tecnologia del 2.0 (come la chiamano i più) ha cambiato la sostanza del World Wide Web introducendo l’interazione. Così Internet ci ha dato la possibilità di non sentirci MAI soli, qualora lo desiderassimo. Non più solo e-mail, e-commerce, forum, ma blog, sistemi di feedback, social media marketing, ecc. fino agli ormai famosi (per alcuni famigerati) social network.

(immagine presa da http://www.jaimesoriano.net)

Myspace, Facebook, Twitter, Youtube, solo per citare i più noti, hanno aggiunto un nuovo significato alla parola “condivisione”: da piccoli non amavamo condividere i giocattoli con i compagni di giochi e adesso cambiamo il nostro “status” su Facebook ad ogni battito di ciglio. Come se a qualcuno gliene importasse qualcosa! In realtà, a giudicare dalla tempestività  dei commenti, scopriamo che agli altri “netizen” importa eccome! Ma in che misura? L’interazione e la condivisione in rete (networking) contribuiscono all’isolamento delle persone o a una migliore socializzazione?

Entrambe le cose. Naturalmente, per godere dei vantaggi che la rete offre è necessario essere dotati di una buona dose di buon senso.

Oggi, i social network sono stracolmi di persone connesse da legami sociali di diverso tipo: familiare, professionale, di amicizia, semplice conoscenza, conoscenza spontanea o improvvisata. Ognuno di noi, quotidianamente, tesse una rete di relazioni sociali, più o meno casuali, sempre consultabile, gestibile e fruibile dal portatile, dal palmare, addirittura dal telefono cellulare.

Una cosa è certa, il networking ci ha liberati da alcuni freni inibitori tipici delle relazioni dirette. Sia che la propria identità venga resa nota o celata dietro nickname e/o avatar, dietro lo schermo del computer ci sentiamo sicuramente più liberi di comunicare tutto quello che ci passa per la testa.  L’importante è tenere sempre presente che, in molti casi, tale forma di libertà espressiva non ha niente a che vedere con qualità come schiettezza e sincerità. E qui entra il gioco il buon senso, che ci deve supportare nella scelta dei rapporti virtuali che devono rimanere tali o che possono concretizzarsi anche nel mondo “reale”.

In ogni caso, non possiamo non ammettere che i social network non solo ci tengono compagnia ma ci offrono anche visibilità, emotivamente e professionalmente.

E voi, cosa ne pensate? La “tecnologia del 2.0″ ci ha davvero aperto le porte della conoscenza… interpersonale?

Se avete trovato spunti interessanti nell’articolo, condividetelo pure su Facebook, Twitter e sulle pagine dei vostri social network preferiti.

A presto su questa stessa “rete”! Non mancate!

4 comments to Le porte della “conoscenza”

  • Penso che il “buon senso” di cui parli dipenda inizialmente dalla conoscenza del mezzo, e forse dalla quantità di buon senso che la persona in questione avrà anche nella vita reale. Insomma, se non sai attraversare la strada o fare la spesa, probabilmente i social network possono rappresentare un pericolo.

    I social network non sono altro che un’estensione della tua persona e di ciò che ti circonda. Se sei bugiardo, o riservato, o di facili costumi, ecc., lo sarai anche online. Anche il non avere una foto del profilo parla di te – ogni cosa non è altro che un’emanazione della tua personalità, e non può essere altrimenti. E hai più o meno le stesse possibilità di sbagliare nella tua valutazione o di venir giudicato in modo errato.

    E poi mi è venuto in mente questo, che secondo me è perfetto:
    http://www.youtube.com/watch?v=GkHNNPM7pJA&feature=youtu.be

    😀

    • Sil

      Sono d’accordo con te Daniela, i social network sono un’estensione della propria personalità e, per tale motivo, qualunque tipo di attività sulla propria pagina determina un impatto sugli altri utenti.
      Tuttavia, riguardo al buon senso vorrei sottolineare l’importanza del fatto che in rete sussiste sempre un margine di “finzione” associato alla comunicazione non diretta tipica della rete (video esclusi, ovviamente). La comprensione delle reali intenzioni della “parola” è strettamente legata alla comunicazione non verbale: una frase scritta può essere interpretata in modi diversi e, spesso, le emoticon non sono sufficientemente di aiuto.

    • Sil

      Vorrei consigliare a tutti di vedere il video che ci ha indicato Daniela: è geniale! :)

  • […] uno dei miei articoli precedenti (Le porte della “conoscenza”) parlavo di come la tecnologia 2.0 ha cambiato la sostanza del World Wide Web introducendo […]

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