La nuova frontiera del leggere: il social reading

In uno dei miei articoli precedenti (Le porte della “conoscenza”) parlavo di come la tecnologia 2.0 ha cambiato la sostanza del World Wide Web introducendo l’interazione e la condivisione in rete. Ebbene, il social networking è in piena evoluzione e oggi vorrei parlarvi di una nuova forma di social networking che negli ultimi tempi sta prendendo piede: il social reading.

La lettura è un’attività sociale, nel senso che chi legge un libro generalmente sente l’esigenza di raccontare agli altri ciò che ha letto. Il social reading si avvale di social network dedicati ai libri e agli amanti della lettura nei quali gli utenti possono creare elenchi dei libri letti, pubblicare recensioni, incontrare “virtualmente” lettori con gli stessi gusti, creare gruppi di lettura, ricevere anteprime sui libri in uscita e chi più ne ha più ne metta.

(immagine presa da http://webupon.com/services/10-best-websites-where-you-can-find-free-ebooks/)

L’ultima frontiera del social reading in Italia è il neonato Bookliners. Basta visitare la Home page per rendersi conto degli elementi innovativi di questa piattaforma: oltre alle attività sopra citate, registrandosi gratuitamente a Bookliners, è possibile leggere un estratto dei libri disponibili, aggiungere note, condividerle, leggere quelle degli altri lettori e tutto direttamente dal proprio computer senza alcun bisogno di dispositivi di lettura digitale. Inoltre, i libri sono disponibili in un formato commentabile (il Booklin) identico nell’aspetto a quello delle versioni stampate e, volendo procedere all’acquisto, il prezzo non supera mai un terzo del prezzo di copertina. Una volta acquistato un Booklin (ma ve ne sono anche di gratuiti), è possibile condividere appunti, sottolineature, estratti preferiti, file multimediali (audio e video) creati o scaricati in fase di lettura e, se lo si desidera, postarli su Facebook o Twitter. Inoltre, se si decide di acquistare un libro cartaceo o un e-book si potrà accedere gratuitamente anche al rispettivo Booklin commentabile.

Nonostante la polemica editoria cartacea o e-book sia ancora molto accesa, siamo già andati oltre: siamo entrati nell’era della lettura aperta e condivisa. “Leggiamo per sapere che non siamo soli” diceva qualcuno e mai come oggi questa affermazione è vera e reale.

(immagine presa da http://www.teleread.com/wp-content/uploads/2011/02/reading-ebooks.jpg)

Personalmente, non rinuncerei mai al libro stampato: il profumo della carta, la sensazione al tatto delle pagine da sfogliare, l’immagine e la grafica della copertina sono piccole gioie di cui non riuscirei a privarmi. Tuttavia, gli elementi di interazione e condivisione offerti dal social reading, come nel social networking in generale, mi affascinano tremendamente e questo nuovo fenomeno mi ha letteralmente conquistata: mi godo il mio bel libro cartaceo sfruttando al meglio tutte le potenzialità che il social reading offre in rete.

È il concetto di comunità virtuale (“community“) che trovo estremamente degno di attenzione; che poi di “virtuale“, a mio parere, è rimasto ben poco: l’integrazione tra vita on-line e off-line è tale ormai da aver radicato le community nel “mondo reale”, grazie proprio allo scambio continuo e in tempo reale tra gli utenti di conoscenze, interessi, passioni, competenze, esperienze di vita, opinioni, progetti da realizzare, ecc.

Avete già sperimentato queste nuove dinamiche di lettura? Ci state pensando oppure non vi attraggono particolarmente? In che modo pensate possano essere sfruttate? Io le trovo entusiasmanti e spero vogliate raccontarmi la vostra esperienza in merito. E se vi è piaciuto l’articolo, condividetelo su Facebook, Twitter e sui vostri social network preferiti.

Vi lascio alle vostre letture con le parole di A. De Carlo: “I libri sono di chi li legge.

Silvana

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